lunedì 2 novembre 2009

Torta di mele, fichi e noci


















Ed ecco la mia seconda proposta per il giochino di Anice e Cannella… fuori tempo massimo. Purtroppo, malgrado avessi già preparato la torta per tempo, ho perso tutte le foto e ho dovuto riprepararla e rifotografarla… E rimangiarla!!!! Troppo tardi ma è molto buona e autunnale, per cui ve la propongo ugualmente.
























Giochino autunnale/2 - Torta di mele, fichi e noci

Ingredienti
Per la pasta frolla
300 gr di farina 00,
150 gr di zucchero,
100 gr di burro,
un uovo,
½ bustina di lievito per dolci



















Per il ripieno
3 mele (ingrediente in più)
1 barattolo di marmellata di fichi
2 cucchiai di cognac
100 gr di noci sgusciate e tritate


















La base è quella della sbrisolona: fate sciogliere nel microonde il burro e aggiungete l’uovo, amalgamando bene. In una ciotola unite farina, zucchero e lievito; aggiungete l'uovo e il burro e lavorate, velocemente e poco, con le mani: l’impasto deve rimane tutto “sbriciolato”.
Diluite con il cognac la marmellata di fichi (fatta in casa… quindi con tutti gli ingredienti "ammessi" ad eccezione di un po’ di limone), sbucchiate e tagliate le mele a tocchettini, sgusciate e tritate le noci. Amalgamate bene tutto in una ciotola. Con le "briciole" foderate uno stampo rotondo. Riempite con la farcia di marmellata e mele e ricoprite bene con le briciole. Non schiacciate ne pressate l’impasto. La particolarità di questa frolla è che essendo molto ricca di burro si scioglie e poi si compatta in forma.
























E così.... idealmente.... partecipo al giochino d'autunno di Anice e Cannella!!!

AGGIORNAMENTO (3 novembre 2009). Grazie alla bontà di Paoletta, anche questa ricetta è in gara!!!!!

mercoledì 28 ottobre 2009

Pan di patate e frutta secca




Da quando è stato lanciato il bellissimo giochino di Anice e Cannella ho provato e riprovato, pensato e rimuginato… e anche buttato! Ma alla fine ho deciso di partecipare con due ricette.













La prima - che qui pubblico - mi ha dato enorme soddisfazione e, vada come vada, per me è già un successo. Difficilmente mi cimento con la panificazione, mi mette un po’ in ansia. Ma ho tentato, ispirata da Adriano, guru dei lievitati. Sono partita da una ricetta di un pane alle olive che ho trovato nel nuova pubblicazione di Repubblica-Espresso “Chef Academy” e ho rinnovato la ricetta cosi.

Giochino autunnale/1- Pan di patate e frutta secca























Ingredienti obbligatori
500 gr di farina 00
250 gr di patate lessate e passate (ingrediente aggiunto)
8 gr di sale
15 gr di lievito di birra
2 cucchiai di olio evo
acqua q.b. per impastare
Ingrediente non utilizzato: uova

Ingredienti d’autunno
100 gr di noci sgusciate e tritate grossolanamente
6/7 fichi essiccati morbidi (Noberasco)

Come procedere
Fate bollire le patate in abbondante acqua salata e passatele. Lasciate sciogliere il lievito di birra in poca acqua tiepida. Impastate tutti gli ingredienti (io l'ho fatto a mano, ma se avete la planetaria…), aggiungendo acqua tiepida poco alla volta fino ad ottenere una palla elastica, molto soffice e compatta. Lasciate lievitare al caldo per un’ora.












A questo punto dividete l’impasto in panini, lavorateli ancora un attimo e lasciateli lievitare un’altra ora: io ne ho ottenuti 6.






















Al centro di ogni panino mettete i fichi e le noci a piccoli pezzetti e richiudete in modo che la frutta secca rimanga ben intrappolata al centro. In forno, già caldo, per circa 30 minuti (dipende dalla grandezza dei panini e dal forno).


















I fichi di Noberasco (tanto per non far pubblicità) rimangono molto dolci e morbidi; il contrasto con il pane salato (anche se poco) è invitante. Se poi - come ho fatto oggi a pranzo - ci spalmate su della “vera” robiola…

Con questa ricetta partecipo al giochino di Anice e Cannella.

martedì 27 ottobre 2009

Tutto, subito e... gratis

Purtroppo non c'è molto da dire ancora sul caso di plagio
che ha colpito Lydia e Adriano. E non solo loro.
C'è qualcosa da fare:
denunciare e far circolare in rete le loro storie.
Questo è il mio piccolo contributo.
In segno di stima, solidarietà e rispetto per il lavoro altrui.


Ecco i loro link:

crostata di mele e mandorle di AdrianoC
caprese al cioccolato bianco di Lydia

lunedì 26 ottobre 2009

Ossobuco e risotto







I puristi mi scuseranno se i miei ossobuchi non sono esattamente nel solco della tradizione, ovvero niente piselli e mai mai mai pomodoro. A mia discolpa, posso dire che mi piacciono tanto i piselli e che ho usato quattro o cinque datterini piccoli in tutto????

Ingredienti (per 4 persone)
4 ossobuchi di vitello,
1 cipolla grande,
1 litro di brodo di carne,
4/5 pomodorini datterini,
200 gr di piselli surgelati
1 bicchiere di vino bianco
40 gr burro (circa),
olio evo,
sale e pepe
buccia di limone,
farina (per infarinare)

Come procedere
Fate sciogliere in pentola capace olio evo (quantità un po’ a occhio) e burro (circa 40 gr) – il condimento ahimè deve essere abbondante -; tagliate sottilmente la cipolla e fatela rosolare. Intanto preparate gli ossobuchi incidendo la pellicola esterna, in modo che non si “arriccino” in cottura e infarinateli. Fateli rosolate bene, prima da un lato poi dall’altro, poi bagnate col vino bianco. Quando è evaporato l’alcol, salate e pepate, aggiunegte i piselli, abbassate la fiamma e a fuoco dolce proseguite la cottura per circa due ore ( non meno di un'ora e mezzo). Portate a fine cottura, bagnando gli ossobuchi con il brodo, ma senza “affogarli”; aggiungetelo poco alla volta. Dieci minuti prima di togliere dal fuoco aggiungete la buccia di limone grattugiata (a seconda del gusto) e prezzemolo tritato (io ero rimasta senza).













Per accompagnare e farne un piatto unico: risotto giallo.
Non posso dire risotto alla milanese, perché, viste la corposità e la sapidità della carne, è stata una preparazione minimalista. Ho messo a bollire - come fosse pasta - in acqua salata 200 gr di riso vialone nano. A due terzi di cottura, quando l’acqua si è in gran parte ritirata, ho aggiunto 5 o 6 pistilli di zafferano (direttamente in cottura). Tenere il riso al dente; fuori dal fuoco mantecare con una noce di burro e pochissimo parmigiano.
Il riso l'ho servito in forma, utilizzando i "vulcani" di Silikomart (circa due cucchiaio di riso ognuno).

mercoledì 21 ottobre 2009

Una zuppa tutta viola



















Quando è un freddo che si muore, piove e tira vento, io non resisto: mi butto sul brodino o meglio sulle zuppe. Sarà che solo la parola evoca ricordi di caminetti, coccole, famiglie riunite intorno alla tavola. Per stare sui prodotti di stagione, che preferisco... la prima dell’autunno è una zuppa del cavolo!!!!

Zuppa di cavolo viola con crostone al brie



















Ingredienti (per 4 persone)
mezzo cavolo viola
2 cipolle rosse di media grandezza
1 patata grande
5 fette di pane
4 fette di brie
1 fetta di guanciale alta un dido
1 litro circa di brodo vegetale
sale
olio evo
erba cipollina


















Come procedere
Tagliate a striscioline il cavolo, lavatelo bene. Fate soffriggere in olio la cipolla tagliata sottilmente, senza farla dorare; aggiungete il cavolo e fate rosolare ancora qualche minuto. Aggiungete a questo punto la patata tagliata a pezzettini e coprite con il brodo vegetale (io sono andta un po' a occhio, ma credo più o meno di averne usato un litro). Aggiustate di sale e portate a bollore; fate cuocere una ventina di minuti circa. Poi frullate il tutto e otterrete una splendida, corposa, vellutata viola (la densità potete determinarla a seconda del gradimento personale con più o meno brodo, a me piace abbastanza densa). In un pentolino fate rosolare ben bene in un filo d’olio il guanciale e una fetta di pane, dopo averli tagliati a dadini; mettete un po' di sale e di pepe, ma non troppo perchè rischiate di ottenere un piatto finale troppo sapido. Sfumate con un goccio di vino bianco.
Mettete in forno, già caldo, le fette di pane con le fette di brie per una decina di minuti , giusto il tempo di far fondere il formaggio e croccare un po' il pane.
Portare in tavola la zuppa con la fetta di pane tagliata in due, il guanciale e il pane a dadini in bella vista; aromatizzate con l'erba cipollina tritata. (io non l'avevo e ho messo un po' di prezzemolo, ma l'abbinamento non mi è piaciuto). Un filo d'olio a crudo e buon appetito!

lunedì 19 ottobre 2009

Le polpette dal cuore salato e l’allesso
























Senza saperlo ieri ho aderito idealmente all’iniziativa milanese in favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo: 50 macellai lombardi hanno preparato 100 mila polpette più una, con quasi 2 tonnellate di impasto tra carne, prosciutto, mortadella, parmigiano e pangrattato. Roba da record. Molto più modestamente, le mie polpette sono il risultato di circa 4 etti di muscolo rimasto dall’allesso. Cos’è l’allesso???!!!! Vi rimando a questa dotta spiegazione di Loste: ubi maior... La citazione è irrinunciabile e doverosa: nelle Marche non esiste il bollito, ma il lesso. Concordo pienamente. La differenza sta nel mettere la carne in acqua fredda (ottimo brodo) o in acqua calda (ottimo bollito).

















Al pezzetto di carne superstite, passato al tritacarne, ho aggiunto: un uovo intero, 5 fette di pane “vecchietto” ammorbidito nel brodo… visto che c’era, tre cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato, 2 fette di mortadella (pochine, ma avevo solo quelle). E fin qui nulla di nuovo. Al centro di ogni polpetta ho messo uno o due dadini di ricotta salata.




















E poi via con la panatura sostenuta: rotolate la polpetta nella farina, poi nell’uovo e infine passatela nel pangrattato.


























Frittura in olio di girasole...

mercoledì 14 ottobre 2009

I “gemelli diversi” e la scoperta del tè






















Se vivete nelle Marche, passate di qui o navigate nell’universomondo della rete non potete non sostare all’Atelier di Fabiola Ruggiero. Vi colpirà sull’uscio un profumo di mondi lontani, vi accoglierà il sapore di civiltà antiche e, da quel momento, non potrete più controllare il desiderio di concedere più tempo a voi e alle cose che contano. L’Atelier Cose di tè a Jesi è un piccolo paradiso di tranquillità, dove degustare e acquistare (vendita anche online), ma è soprattutto un luogo di trasmissioni di saperi. Ne abbiamo avuto un piccolo assaggio lunedì sera a Fermo, in una lectio magistralis sulla storia, benefici, qualità e caratteristiche di questa meravigliosa pianta.
















Il tè - quello vero - ha sapori e gusti sconosciuti al “popolo delle bustina” …e ahimè siamo ancora tantissimi!!!! Viene coltivato in curatissimi giardini; ne esistono circa 2000 varietà diverse. A volte sboccia nella forma di un fiore di gelsomino o di ibisco nella teiera di acqua calda, ma puoi anche trovarlo compresso in piccoli cuoricini o in foglia, in tantissime aromi. Il modo corretto di prepararlo? Non farlo mai bollire e lasciare le foglie libere di muoversi e crescere nella teiera, mai costrette. I tempi di infusione variano, ma le foglie dei tè più pregiati – quelli bianchi, un tempo destinati solo all’imperatore, o i verdi – possono essere riutilizzate.

















Questi tè si bevono puri, senza latte né zucchero. E quindi a questa assenza ho sopperito con qualche dolcetto : ))))) A proposito... nel sito di Cose di tè trovate anche molte ricette dedicate.
L'ispirazione di queste due torte è un plum cake del Cavoletto di Bruxelles, realizzato in due varianti pesonalizzate.

I “gemelli diversi”

























Ingredienti (per una torta)
200 gr di farina 00
200 gr di zucchero
120 gr di burro
80 gr di ricotta di mucca
2 uova intere
1 bustina di lievito per dolci

Come procedere
Queste dosi sono per una singola torta; se volete preparare le due versioni dovete raddoppiare. Montate nel mixer uova, zucchero e ricotta, fate sciogliere al microonde il burro e aggiungetelo al composto. Unite lievito e farina setacciati insieme. L’impasto che otterrete risulterà molto denso, da prendere con il cucchiaio, ma una volta cotta la torta sarà davvero friabile (con tutto questo burro.. vorrei vedere il contrario!!!). Dividetelo in due: una parte la utilizzerete così, per l’altra… guardate le varianti.















Al caffe. Aggiungete alla metà dell’impasto una tazzina di caffè da moka non zuccherato, 2 cucchiaini di orzo-caffè (Crastan), due cucchiai di mistrà o liquore all’anice.

Al cioccolato. Fate sciogliere al micronde 100 gr di cioccolato fondente e aggiungetelo alla metà dell’impasto.

Preparate lo stampo, imburrato e infarinato. Utilizzate per il primo strato tutta la parte bianca dell'impasto, poi aggiungete un secondo strato con i due composti aromatizzati, quello al caffè o al cioccolato (ovviamente uno per torta!!!). A questo punto con un cucchiaio muovete da sotto a sopra il composto in modo che, dopo la cottura, la torta risulti variegata. Prima di mettere in forno (180° per circa 40-45 minuti) spolverate con lo zucchero. Prima di servire, se volete, potete anche aggiungere un po' di zucchero a velo.

Ho preparato anche una crostata ai limoni canditi, che per la verità è sparita in un secondo e molto prima delle altre, ma per questa ricetta dovrete aspettare il prossimo post...


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